
Targa Polacca, Bulgara o Romena a Napoli: Il Risparmio che può costarti Caro e anche la Casa
Il fenomeno della cosiddetta “targa polacca” è diventato un tema caldissimo a Napoli e in provincia. Spesso presentato come l’unica via d’uscita contro il caro-assicurazioni, questo sistema — che coinvolge massicciamente anche targhe bulgare e romene — nasconde insidie legali e patrimoniali che quasi nessuno spiega con chiarezza.
1. Il trucco dell’esportazione: Attento, non sei più il proprietario
Per ottenere una targa polacca, bulgara o romena pur risiedendo in Italia, la procedura richiede quasi sempre l’esportazione del veicolo. Qui avviene il passaggio più critico: tu vendi formalmente la tua auto a una società straniera.
- Perdi la proprietà del mezzo: Sul libretto di circolazione estero non comparirà il tuo nome, ma quello di una società con sede a Varsavia, Sofia o Bucarest.
- Diventi un semplice “utilizzatore”: Ti viene fornito un contratto di noleggio o un comodato. Se domani decidessi di vendere l’auto privatamente, non potresti farlo, perché legalmente non è più tua.
2. Società fittizie e “Teste di Legno”: Il rischio di perdere l’auto
Molte di queste agenzie si appoggiano a società “scatola vuota”, gestite da prestanome.
Se la società sparisce, tu resti con un veicolo che non puoi né riscattare, né regolarizzare. Hai perso l’intero capitale investito.
3. Il Diritto di Rivalsa: Quando il debito ricade su di te
Per legge, in caso di incidente la compagnia è obbligata a risarcire inizialmente il terzo danneggiato. Tuttavia, se emerge che la polizza è stata stipulata con dati falsi (ovvero dichiarando che l’auto circola all’estero quando invece staziona stabilmente in Italia):
- Scatta la Rivalsa: La compagnia, dopo aver pagato il danneggiato, si rivolge legalmente contro di te per recuperare l’intera somma versata.
- Pignoramento: Il debito può portare al pignoramento dei tuoi beni personali: stipendio, conti correnti e immobili.
4. Responsabilità del conducente (anche se iscritto al REVE)
L’iscrizione al REVE (Registro Veicoli Esteri) serve solo a evitare le sanzioni del Codice della Strada, ma non sana l’irregolarità assicurativa.
Se la compagnia estera nega il pagamento o fallisce, il conducente iscritto al REVE risponde in solido per i danni causati. In pratica, la legge chiama a pagare chi aveva la disponibilità del mezzo al momento del sinistro.
5. Il pugno duro della Legge (Art. 93-bis)
Chi risiede in Italia da più di 3 mesi non può circolare con targa estera senza i requisiti stringenti del REVE. Senza una documentazione perfetta, si rischiano multe da oltre 400 euro e il sequestro immediato del mezzo.
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